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Jacarepaguà


Quando si parla dei circuiti storici della Formula 1, Jacarepaguá viene spesso dimenticato rispetto a piste più famose come Interlagos, Monaco o Monza. Eppure il tracciato di Rio de Janeiro ha avuto un ruolo importante nella storia della F1, soprattutto tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80.

Il layout dei circuito di Jacarepagua © statsf1.com
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L’Autódromo de Jacarepaguá, conosciuto successivamente anche come Autódromo Nelson Piquet, venne inaugurato nel 1978 e ospitò il Gran Premio del Brasile dal 1978 al 1989 per un totale di 10 edizioni, alternandosi con Interlagos nei primi anni. Era una pista molto diversa da quella di San Paolo: più veloce, più scorrevole e caratterizzata da lunghi curvoni che mettevano sotto pressione gomme e motori, soprattutto con il caldo e l’umidità di Rio.
Il circuito aveva un layout particolare per l’epoca. Non era estremamente tecnico, ma richiedeva una vettura ben bilanciata e resistente. Inoltre, le condizioni climatiche brasiliane rendevano le gare spesso molto dure anche dal punto di vista fisico.
Jacarepaguá è stato teatro di diversi episodi rimasti nella storia della Formula 1. Nel 1981 Carlos Reutemann vinse il Gran Premio con la Williams ignorando gli ordini di scuderia che gli imponevano di lasciare la vittoria al compagno Alan Jones. Un episodio che compromise definitivamente il rapporto tra Reutemann e il team inglese, una spaccatura interna che costò al pilota il titolo di quella stagione.

Carlos Reutemann (Williams) davanti ad Alan Jones nel Gp del Brasile 1981

L’anno successivo, nel 1982, arrivò invece uno dei casi più controversi dell’epoca: Nelson Piquet e Keke Rosberg, arrivati primo e secondo, vennero squalificati per irregolarità legate al peso delle vetture. La vittoria passò così ad Alain Prost, che a Jacarepaguá costruì parte del suo straordinario rapporto con il GP del Brasile.
E’ proprio il pilota francese a detenere il maggior numero di successi su questa pista, con ben 5 vittorie. Dietro di lui Reutemann (vincitore delle prime due edizione del 1979 e del 1981) e Nelson Piquet con due vittorie a testa. Il “Leone” Nigel Mansell vinse invece l’ultima corsa disputata su questo circuito, il Gp del Brasile 1989, all’esordio con la Ferrari.
Alain Prost, vincitore nel 1985 su McLaren-Porsche

Per il pubblico brasiliano la gara di Jacarepaguà ha sempre avuto un significato speciale. Erano gli anni in cui il Paese viveva la Formula 1 con enorme passione grazie ai successi di Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet e poi Ayrton Senna. Correre in Brasile significava affrontare un ambiente molto caldo, sia climaticamente che dal punto di vista del tifo.


Nigel Mansell vince il Gp del Brasile 1989 all'esordio sulla Ferrari



Dopo il ritorno stabile del GP a Interlagos, Jacarepaguá continuò comunque a ospitare diverse categorie internazionali e nazionali, tra cui la IndyCar.
Col tempo però il circuito venne progressivamente abbandonato e gran parte della struttura fu demolita per fare spazio agli impianti delle Olimpiadi di Rio 2016. Oggi resta poco del vecchio tracciato, ma per chi segue la Formula 1 storica Jacarepaguá rimane uno dei simboli della F1 anni ’80: una pista veloce, semplice solo in apparenza e legata a un periodo molto particolare del motorsport brasiliano.

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