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Jerez 1986: Senna contro Mansell, storico duello al fotofinish



Il 13 aprile 1986 il mondiale di Formula 1 fa tappa in Andalusia per il Gran Premio di Spagna, seconda prova stagionale. Ad ospitare la gara è il circuito permanente di Jerez de la Frontera, una pista tecnica e relativamente stretta che, nonostante non favorisca particolarmente i sorpassi, sarà il palcoscenico di uno dei finali più emozionanti nella storia della Formula 1.

La stagione 1986 è considerata da molti appassionati una delle più belle di sempre. L’era dei motori turbo è nel pieno della sua maturità: le monoposto sprigionano potenze impressionanti, specialmente nelle qualifiche, dove i propulsori possono superare i mille cavalli. In pista si affronta una generazione straordinaria di piloti, tra cui il campione del mondo in carica Alain Prost, il due volte iridato Nelson Piquet, l’aggressivo britannico Nigel Mansell e il giovane fenomeno brasiliano Ayrton Senna, già all'epoca considerato uno dei più grandi talenti sul giro secco.

Il mondiale era iniziato due settimane prima con la vittoria di Piquet nel Gran Premio del Brasile, e l’appuntamento spagnolo rappresenta il primo vero banco di prova europeo per squadre e piloti.


Jerez 1986: la situazione pre-gara

Il circuito di Jerez, lungo poco più di quattro chilometri, è caratterizzato da una sequenza di curve tecniche e da frenate impegnative. Qui non basta avere la monoposto più potente: serve precisione nella guida, stabilità in frenata e soprattutto una gestione perfetta degli pneumatici.



Nelle qualifiche emerge ancora una volta il talento di Ayrton Senna. Il brasiliano compie un giro straordinario e porta la sua Lotus 98T motorizzata Renault in pole position. Per Senna si tratta dell’ennesima dimostrazione della sua abilità sul giro secco, qualità che in quegli anni lo rende quasi imbattibile il sabato.

Alle sue spalle si piazzano le velocissime Williams motorizzate Honda. Nelson Piquet  e Nigel Mansell schierano in seconda e terza posizione la nuova Williams FW11, una delle monoposto più competitive dell’intero campionato, capace di unire grande potenza sul rettilineo a un’ottima efficienza aerodinamica.

Il campione del mondo Alain Prost  chiude la seconda fila mentre l'altra McLaren del finlandese Keke Rosberg parte dalla quinta casella. La scuderia inglese, campione del mondo costruttori nelle stagioni precedenti, è pronta ad approfittare di ogni errore dei rivali.

Con una griglia di partenza così competitiva, la gara promette spettacolo fin dal primo giro.


La partenza e la prima fase della corsa

Allo spegnimento dei semafori Senna scatta bene dalla pole e mantiene la testa della corsa. Alle sue spalle Piquet e Mansell cercano di restare agganciati alla Lotus del brasiliano, mentre le due McLaren seguono a breve distanza.

Le prime tornate scorrono senza grandi scossoni. Senna prova a costruire un piccolo margine sugli inseguitori, consapevole che su un circuito come Jerez difendere la posizione sarebbe stato più semplice che attaccare.

Nel frattempo dietro di lui la battaglia si accende. Rosberg riesce a guadagnare terreno e supera Nigel Mansell, mentre poco dopo anche Prost trova il modo di passare il pilota britannico della Williams. Per qualche giro Mansell sembra in difficoltà, costretto a difendersi dagli attacchi delle McLaren.

Ma la gara è ancora lunga e il ritmo delle Williams è destinato a emergere. A partire da metà gara Nigel Mansell cambia passo. Il britannico, soprannominato “Il Leone” per la sua guida aggressiva e determinata, inizia una rimonta spettacolare.

Prima riesce a superare Alain Prost, poi attacca e passa anche Keke Rosberg. Con queste due manovre Mansell si riporta nelle posizioni di vertice e torna a puntare le monoposto davanti a lui.

Il passo della Williams è impressionante. Poco dopo Mansell raggiunge il compagno di squadra Nelson Piquet e riesce a superarlo al 32° giro, portandosi così in seconda posizione.

Davanti a lui resta soltanto Ayrton Senna.


Il duello tra Senna e Mansell

Con pista libera davanti, Mansell inizia a spingere al massimo per raggiungere la Lotus del brasiliano. Giro dopo giro il distacco si riduce, finché l’inglese riesce finalmente a portarsi alle spalle del leader della gara.

La pressione diventa sempre più intensa e, dopo alcuni tentativi, Mansell riesce a trovare lo spiraglio giusto per superare Senna e portarsi in testa alla corsa.

Per qualche giro sembra che la gara sia ormai nelle mani della Williams. Tuttavia la situazione cambia improvvisamente nelle fasi finali della corsa.


Il problema alle gomme

A circa dieci giri dalla fine le gomme della Williams di Mansell iniziano a deteriorarsi rapidamente. La monoposto perde aderenza e il ritmo cala sensibilmente.

Senna ne approfitta immediatamente e riesce a riprendersi la prima posizione. Poco dopo anche Alain Prost supera Mansell, relegando il britannico al terzo posto.

Per evitare di perdere ulteriormente terreno Mansell è costretto a rientrare ai box per montare un nuovo set di pneumatici. Una sosta inevitabile, ma che sembra comprometterne definitivamente le possibilità di vittoria. Quando rientra in pista l’inglese si ritrova terzo, dietro Senna e Prost.


La rimonta finale e l’ultimo giro

Con gomme nuove la Williams torna a essere velocissima. Mansell recupera rapidamente terreno e riesce a superare nuovamente Prost, riportandosi al secondo posto.

Davanti a lui però Senna ha accumulato circa otto secondi di vantaggio. Mancano pochi giri alla fine, ma Mansell non si arrende e si lancia in un inseguimento disperato.

Il distacco si riduce giro dopo giro. La Williams è molto più veloce sul rettilineo principale, mentre Senna difende la posizione sfruttando ogni centimetro della pista e guidando con estrema precisione nelle curve più lente.

All’inizio dell’ultimo giro Mansell è ormai incollato alla Lotus del brasiliano. Il duello diventa immediatamente spettacolare. L’inglese tenta più volte l’attacco sfruttando la maggiore velocità della sua Williams, mentre Senna si difende con traiettorie perfette e staccate al limite.

Le due monoposto si affrontano curva dopo curva fino all’ultima sezione del circuito.

La volata al fotofinish

All’uscita dell’ultima curva Senna riesce a mantenere la traiettoria interna e lanciarsi per primo sul rettilineo finale. Mansell sfrutta la scia e prova l’ultimo disperato tentativo di sorpasso proprio negli ultimi metri.

Le due vetture attraversano il traguardo praticamente affiancate.



Il risultato è incredibile: Ayrton Senna vince la gara con appena 14 millesimi di secondo di vantaggio su Nigel Mansell. Si tratta di uno degli arrivi più ravvicinati nella storia della Formula 1. A chiudere il podio è Alain Prost su McLaren.

Per Senna è la terza vittoria in carriera, ma soprattutto una delle più memorabili. Una vittoria che lo porta momentaneamente in testa alla classifica, grazie anche al secondo posto ottenuto nella gara inaugurale in Brasile. Un risultato decisamente inaspettato alla vigilia del campionato, visto il valore della fortissima Williams e della McLaren.





Una gara rimasta nella storia

Il Gran Premio di Spagna del 1986 è ricordato ancora oggi come uno dei duelli più belli della Formula 1. La volata finale tra Senna e Mansell rappresenta uno dei momenti più iconici della Formula 1 degli anni Ottanta. Un'epoca d'oro per il circus, ricca di personaggi iconici che hanno lasciato il segno.

Nel video sottostante è possibile rivedere il concitato finale del Gp di Spagna 1986.






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