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Porto 1958 - Stirling Moss, quando la sportività conta più della vittoria

Quando si parla dei più grandi campioni della storia della Formula 1, uno dei nomi che viene spesso citato è  Stirling Moss. Il leggendario pilota britannico, scomparso il 12 aprile 2020 all’età di 90 anni, non fu soltanto uno dei talenti più puri mai visti al volante, ma rappresentò anche un simbolo di un’epoca delle corse ormai lontana, fatta di sportività, coraggio e rispetto tra rivali.




Moss fu uno dei protagonisti assoluti degli anni ’50 e rimase nella storia per un primato particolare: quello di essere considerato il più grande pilota a non aver mai vinto il titolo mondiale. Nel corso della sua carriera disputò 66 Gran Premi conquistando 16 vittorie, numeri straordinari per l’epoca. Nonostante questo, il titolo iridato gli sfuggì sempre, motivo per cui venne soprannominato “il Re Senza Corona”.

Tra il 1955 e il 1958 Moss sfiorò più volte la conquista del mondiale. Per tre stagioni consecutive — 1955, 1956 e 1957 — dovette arrendersi allo strapotere del fenomeno argentino Juan Manuel Fangio, all’epoca dominatore incontrastato della categoria. Nel 1958 però sembrò finalmente arrivato il momento della consacrazione.


Il mondiale di Formula 1 del 1958: la sfida tra Moss e Hawthorn

La stagione del 1958 della Formula 1 vide nascere uno dei duelli più affascinanti della storia del motorsport. Stirling Moss, al volante della competitiva Vanwall VW5, si ritrovò a contendere il titolo mondiale al connazionale Mike Hawthorn, pilota della Ferrari 246 F1.

I due inglesi diedero vita a una lotta serrata per tutto il campionato, ma fu un episodio avvenuto durante il Gran Premio del Portogallo 1958 a rivelarsi decisivo per l’esito finale della stagione.

La gara si disputò sul celebre Circuito da Boavista, un impegnativo circuito cittadino ricavato tra le strade di Porto.


Il layout del Circuito da Boavista


Prima della corsa Hawthorn guidava la classifica mondiale con 30 punti, mentre Moss inseguiva a quota 24. Con tre gare ancora da disputare la lotta per il titolo era tutt’altro che chiusa.

Le qualifiche videro Moss conquistare la pole position per appena cinque centesimi di secondo proprio davanti al rivale. In gara il pilota della Vanwall dimostrò però una superiorità evidente: prese il comando dopo pochi giri e iniziò a imporre un ritmo insostenibile per tutti gli altri.

Alla fine Moss vinse dominando la corsa, tagliando il traguardo con oltre cinque minuti di vantaggio su Hawthorn. I due furono gli unici piloti a concludere la gara a pieni giri.

Sembrava una vittoria fondamentale nella corsa al titolo. Ma ciò che accadde poco prima della fine della gara cambiò tutto.


Battaglia tra Hawthorn (#24) e Moss (#22) nelle fasi iniziali
©LAT Images

La squalifica di Hawthorn e il gesto di sportività di Moss

Nelle fasi finali della gara Hawthorn commise un errore mentre cercava di mantenere la seconda posizione.  Il pilota della Ferrari fu tratto in inganno dalla sagoma di una Vanwall negli specchietti retrovisori, pensando erroneamente fosse quella di Stuart Lewis-Evans al momento al terzo posto.

Nel tentativo di spingere al massimo la sua Ferrari e proteggere la sua seconda posizione andò in testacoda. Nel provare a ripartire fu costretto a spingere la vettura per alcuni metri in senso contrario rispetto alla direzione di gara, una manovra vietata dal regolamento. I commissari decisero quindi di squalificarlo, cancellando il suo secondo posto e i sei punti che avrebbe ottenuto. 

La situazione sembrava favorire enormemente Moss nella corsa al titolo. Tuttavia accadde qualcosa di incredibile. Appena venne a conoscenza della decisione dei commissari, fu proprio Stirling Moss a intervenire a favore del rivale. Il pilota britannico spiegò agli steward di aver visto l’incidente,  in quanto il pilota che era dietro ad Hawthorn con la Vanwall era infatti lui, intento a doppiare il ferrarista.

 Moss sostenne che Hawthorn stesse spingendo la vettura quando si trovava sul marciapiede, e non sulla pista vera e propria.  Secondo la sua interpretazione, dunque, il ferrarista non aveva realmente infranto il regolamento.

La testimonianza di Moss convinse i commissari a rivedere la decisione: Hawthorn venne reintegrato nella classifica finale e mantenne il secondo posto.

Quel gesto di straordinaria sportività si rivelò però decisivo per il campionato, a sfavore proprio di Moss.

Il giro veloce che cambiò il mondiale, che beffa per Moss

Durante gli ultimi giri della gara Hawthorn fece registrare anche il giro più veloce della corsa. All’epoca il regolamento della Formula 1 prevedeva l’assegnazione di un punto extra per il pilota autore del giro record.

Dal box della Vanwall cercarono di avvisare Moss mostrandogli un cartello con la scritta “Hawthorn REC”, per indicare il giro record segnato dal rivale e spronarlo a migliorarlo.

Moss però interpretò male il messaggio, leggendo “REG” invece di “REC”. Convinto che Hawthorn stesse semplicemente mantenendo un ritmo regolare, non spinse ulteriormente e si limitò a gestire la gara fino al traguardo.

Il risultato finale fu paradossale: Moss ottenne 8 punti per la vittoria, mentre Hawthorn ne conquistò 7 grazie al secondo posto e al punto del giro veloce.

Dopo il Gran Premio del Portogallo la classifica mondiale recitava: Hawthorn 37 punti, Moss 32.


Il mondiale perso da Stirling Moss per un solo punto

La stagione si concluse con un epilogo amarissimo per Moss. Nel Gran Premio d’Italia si ritirò sul circuito di Monza, mentre nell’ultima gara della stagione vinse il Gran Premio disputato in Morocco.

Chiuse così il campionato a quota 41 punti. Hawthorn, invece, ottenne altri due secondi posti e conquistò il titolo mondiale con 42 punti. In realtà aveva totalizzato 49 punti complessivi, ma il regolamento dell’epoca prevedeva che venissero conteggiati soltanto i sei migliori risultati stagionali.

Il mondiale di Formula 1 del 1958 si decise quindi per un solo punto.

Con il senno di poi, molti osservatori ritennero che proprio il gesto di sportività di Moss nel Gran Premio del Portogallo, unito all'incomprensione sul giro veloce nella stessa gara, avesse indirettamente consegnato il titolo al suo rivale.


Stirling Moss nel vittorioso Gp del Marocco 1958
© The Klemantaski Collection

La gara finale in Marocco vide anche la morte del compagno di squadra di Moss, Stuart Lewis-Evans, vittima di un incidente nel corso del 41° giro e rimasto vittima dell'incendio della sua Vanwall. Per la scuderia britannica fu comunque una data storica, in quanto si laureò campione del mondo nei costruttori, ottenendo il primo titolo della storia riservato alle scuderie.


Stirling Moss: il più grande “Re senza corona” della Formula 1

Nonostante non avesse mai conquistato il titolo mondiale, Stirling Moss entrò comunque nella leggenda della Formula 1. Le sue 16 vittorie e le straordinarie prestazioni al volante lo consacrarono come uno dei più grandi piloti della storia del motorsport.

Ma ciò che rese davvero unico il suo nome fu anche il suo modo di interpretare lo sport. L’episodio del Gran Premio del Portogallo del 1958 rimase infatti uno dei più celebri esempi di sportività nella storia della Formula 1.

Ancora oggi è difficile immaginare un pilota intervenire a favore del proprio rivale nella lotta per il titolo mondiale. Eppure Moss lo fece, dimostrando valori che andavano ben oltre il risultato sportivo.

Forse proprio per questo motivo, anche senza una corona mondiale, il suo nome rimase per sempre nella storia della Formula 1. 

Nel video seguente, alcune fasi salienti del Gp del Portogallo 1958



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